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Orlo del pomeriggio

Nell’hinterland, il piazzale del discount grigio con chiazze d’olio e poche macchine parcheggiate male. Col cartello bene in vista da una parte “Benvenuti a Pedate Cesarno”. Quattro adolescenti con giubbotto di pelle parlavano una lingua dell’est Europa e cercavano di scoparsi la cassiera, in quella domenica pallida. Avevano una bottiglia di whisky sullo scorsoio della cassa, di una marca pessima, la più economica che c’era. Continuavano a parlare nel loro idioma che tale in effetti non era, era più un’imitazione di quelli che loro definivano zingari rumeni. Stavano lì in piedi alla cassa come quattro cazzoni e cercavano di provarci con la cassiera facendo l’imitazione di una banda di rumeni pazzi. Erano dei giovanotti geniali. Li tradì il chiuso e cacofonico accento brianzolo. Uno di loro doveva anche simulare che fosse una rapina, così presero a litigare per chi dovesse uscire fuori e farsi trovare con la macchina accesa e pronta a ingranare la marcia. Tra l’imitazione dei rumeni e la lite chiassosa ebbero il tempo anche di ripetere i versi di una stupida canzonetta che andava tanto in voga su youtube. Le casalinghe impaurite dietro di loro non potevano vedere che erano solo quattro coglioni perdigiorno che stavano andando ad ubriacarsi con i soldi dei genitori e a farsi qualche canna per rendere i loro cervelli ancora più lenti, vuoti e inutili. Belli però quei pomeriggi in cui non c’era un cazzo da pensare, non tutti sono riusciti a goderseli, soprattutto senza fare grossi danni. E urlando, sbraitando e muovendosi come gli idioti di qualche film idiota ebbero l’ultima questione con la cassiera, ormai sfinita, riguardo al costo della bottiglia di whisky (troppo cara, 2 euro). Quando la cassiera fu sul punto di piangere i tre sorrisero e uscirono fuori uno alla volta con urla di furore, come se avessero vinto il Nobel. L’imbecille che li aspettava in macchina era un neopatentato e non sapeva minimamente guidare, aveva un catorcio più volte incidentato. All’auto mancavano i fari antinebbia e a lui due denti. Montarono tutti sul catorcio, e via! Andiamo a zonzo per questa città di merda come quattro stronzi a molestare il prossimo.


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