Comunicati stampa

Editoriali

MoCa press

Primo piano

Riceviamo e pubblichiamo

Home » MoCa press

Gli abusi edilizi

Tema davvero scottante in questa nostra terra, ma poco approfondito, quello degli abusi edilizi. Sono intorno a noi, ma spesso non ci facciamo neanche caso. Storpiano borghi meravigliosi, danneggiano irreversibilmente linee paesaggistiche o vicoli pittoreschi, ma l’occhio poco attento, scarsamente sensibile, non se ne accorgerà nemmeno.  In realtà tali abusi producono un danno enorme nella percezione complessiva della bellezza o della bruttezza del luogo. L’ abuso edilizio, che consiste nel realizzare un intervento edilizio senza permesso di costruire o senza dichiarazione di inizio attività, è un illecito civile, con multa fino a 51.645 euro, e penale, ovvero soggetto a detenzione carceraria fino a due anni. Negli anni sessanta, quelli del boom economico, e negli anni della rapida svalutazione del potere di acquisto della lira, ci fu un vero e proprio assalto alla costruzione abusiva, investendo nel mattone i soldi che rapidamente stavano perdendo valore. Con la legge n. 47 del 1985 si prende atto di questo fenomeno attraverso una imponente sanatoria che reinserisce nei canoni della legalità e della legittimità gli abusi fatti, naturalmente con grande favore degli abusivi. Chiaramente le costruzioni avrebbero dovuto comunque rispettare perlomeno l’urbanistica e la sicurezza, ma chissà quanti occhi chiusi ci sono stati dietro mazzette sistemiche, soprattutto in favore di tecnici e sindaci, che hanno concesso l’indicibile. Gli abusi sono andati avanti fino ad oggi, così come le sanatorie purtroppo: anziché buttare immediatamente a terra ogni costruzione illegittima, parziale o totale, arrestandone i fautori, si è trovato sempre il modo di preservarla a danno della legalità e della bellezza. Tutt’oggi purtroppo se ne vedono i risultati anche in Irpinia: pensiamo alla veranda gialla nel borgo storico di Gesualdo, sotto il Castello, un vero cazzotto nell’occhio, oppure ad Avellino, a Castelfranci, a Montoro, a Laceno, a Bisaccia, alla variante di Atripalda passata negli scavi di Abellinum o a tutte le pale eoliche costruite in dispregio dei vincoli. Una vera e propria devastazione silenziosa del territorio portata avanti a suon di cubature di cemento armato contro la comunità. Pensiamo infine, oltre agli enormi danni visivi realizzati, ai rischi concreti in una terra ricca di falde acquifere, di zone franose o a rischio di smottamento e di aree ad elevato rischio sismico, come la nostra: di quanto abbiamo aumentato i rischi per tutta la nostra comunità irpina, permettendo questi scempi?


Lascia un commento

Devi essere registrato per postare un commento.